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Bio-on

Il nostro aiuto

Bio-on promuove iniziative di monitoraggio e studio dell'inquinamento degli oceani sostenendo l'avvio e il supporto di progetti per la tutela ambientale e l'ecosostenibilità.

Cosmetics Save The Ocean

2019

Bio-on è partner di PLASTIC OR PLANET?

 

Dal 13 aprile al 22 settembre 2019, al complesso museale di Santa Maria della Vita di Bologna, l'interessante mostra fotografica Planet or Plastic? organizzata dal National Geographic insieme a Genus Bononiae e Fondazione Carisbo. Un percorso articolato con foto e video/istallazioni fra cui anche le sconvolgenti immagini del progetto Soup, la "zuppa" di plastica della pluripremiata fotografa britannica Mandy Barker da anni impegnata a fianco di scienziati e ricercatori per indagare e far riflettere sul devastante impatto della plastica sul nostro ecosistema.

2018

Progetto con LEGA AMBIENTE

 

In occasione del passaggio di Goletta Verde in Emilia-Romagna, Bio-on ha sostenuto il progetto "Fishing for Litter – In rete contro un mare di plastica", condotto dai volontari di Legambiente insieme alla Cooperativa della Piccola Grande Pesca, Clara spa, Capitaneria di porto di Porto Garibaldi e Comune di Comacchio, con l'obiettivo di censire i rifiuti raccolti durante le attività di pesca dai fondali marini. Un progetto sperimentale che rappresenta un esempio di come la sinergia tra istituzioni locali, ambientalisti e pescatori sia fondamentale per aumentare la conoscenza dell'ambiente marino e la consapevolezza della quantità dei rifiuti presenti in mare e per poter sviluppare un sistema per la loro corretta gestione e smaltimento.

Ventitré giorni di raccolta dei rifiuti recuperati accidentalmente dai pescatori, 45 imbarcazioni coinvolte, 12 volontari, 210 conferimenti, 7.198 rifiuti recuperati dai fondali marini, per 1.000 chili, pari a 105 sacchi. Sono solo alcuni dei numeri del primo dei sei mesi di sperimentazione.

 

Per approfondire: il dossier con i dati di dettagli
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Il video di progetto
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Le immagini dei rifiuti raccolti
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Cosmetics Save The Ocean

2017

Conferenza PROBLEM PLASTIC

 

Un incontro promosso da Bio-on per approfondire le drammatiche conseguenze che l'inquinamento della plastica sta creando nei mari di tutto il mondo. Per la prima volta in Europa, Nikolai Maximenko e Jan Hafner dell'International Pacific Research Center (School of Ocean & Earth Science & Technology) dell'Università delle Hawaii, due fra i più importanti scienziati al mondo che studiano gli ambienti marini, hanno illustrato i loro studi determinanti per comprendere come si spostano negli oceani queste immense quantità di plastica.

Cosmetics Save The Ocean

Durante "Problem Plastic, l'inquinamento della plastica attraverso gli occhi della scienza", i due ricercatori hanno illustrato modelli matematici che descrivono "le rotte della plastica" utilizzando vari fonti di dati: satelliti, boe galleggianti, osservazioni in mare aperto, mappe delle correnti marine, delle maree e dei venti, ecc. Si tratta di una disciplina nata da pochi anni e ancora nella sua fase iniziale ma che, dopo il catastrofico tsunami che ha colpito il Giappone nel 2011, ha conosciuto un'accelerazione grazie all'osservazione di una elevata quantità di detriti che hanno attraversato l'Oceano Pacifico e raggiunto le Hawaii e il Nord America.

Grazie a questi studi, il Marine Debris Research Team dell'International Pacific Research Center è arrivato alla conclusione che, contrariamente alle previsioni, molte specie che hanno colonizzato i detriti plastici dispersi in mare sono in grado di sopravvivere per anni, un tempo sufficiente per raggiungere terre lontane e invadere gli ecosistemi dei litorali marini. I residui di plastica che galleggiano nei mari si trasformano dunque in pericolosi vettori per il trasporto di specie animali aliene da una parte all'altra del globo.

I ricercatori delle Hawaii sono stati in grado di identificare quali specie aliene potrebbero arrivare in una nuova area, stimandone la probabilità. Ad esempio, centinaia di varietà caratteristiche del Giappone orientale, alcune delle quali potenzialmente invasive, sono state trovate sui residui di un'imbarcazione spinta dalle correnti sulle coste dell'Oregon, negli Stati Uniti.

2016

Alla scoperta dell'età della plastica: HELP!

 

Bio-on crede molto nei nuovi metodi di comunicazione e nelle nuove forme artistiche da utilizzare per sviluppare una coscienza ecologista al più alto numero di persone possibile. Con questo scopo, ha supportato l'iniziativa straordinaria di un'artista nel suo progetto di comunicare l'esistenza di enormi ammassi di plastica, Garbage Patch, dispersi negli oceani. Attraverso un'opera artistica che comprende un sistema di azioni reali che si svolgono nel tempo e in molti luoghi concepita per disseminare sulla scena internazionale una serie di "indizi" l'artista vuole suggerire l'esistenza di uno Stato Nazione di sua fantasia, il Garbage Patch State.

 

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2015

Pangaea Exploration

 

Bio-on ha sponsorizzato nel 2015 la spedizione scientifica EXXPEDITION con Caterina Falleni.

La spedizione ha visto impegnate esclusivamente donne, scienziate, ricercatrici per attraversare il mondo in barca a vela e studiare da vicino le condizioni dei nostri mari e dei nostri oceani. Sono stati realizzati anche molti esperimenti seguendo un processo identico alle spedizioni spaziali.

Caterina ha realizzato diverse ricerche ed esperimenti con i PHAs, (prodotti da Bio-on), bio plastica completamente biodegradabile biodegradabile naturalmente anche in mare.

 

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